
Ed ecco che mi trovo ad affrontare il mio primo duro compito per questo blog e cioè quello di descrivermi. La cosa non mi piace affatto, non so che cosa dire di me, ma so che lo devo fare, quindi comincio con le spiegazioni sul perchè del mio nome.
Ci sono persone che aspettano il fine settimana per rilassarsi, leggere un libro, rimanere un po’ di più a letto, farsi un bagno al posto della doccia. Insomma, dopo una settimana di lavoro ci può anche stare un po’ di sano ozio no?
No, per me no. Guai a oziare per più di 10 minuti, il bagno al posto della doccia poi fa nascere in me istinti omicidi. Quindi inizio a muovermi a velocità folle per la casa, sposto tutto quello che posso spostare (per poi dimenticarmi dove lo avevo messo), esco, mi butto nei torrenti, mi arrampico sugli alberi, torno a casa e svuoto un armadio a caso per poi ri-riempirlo, … ovviamente da qui nasce la prima parte del mio nome, ipercinetica.
La seconda parte è dovuta al fatto che ho sempre freddo. Anche in estate con 40 gradi all’ombra un maglioncino sulle spalle non ci sta mai male. A volte penso di averlo dentro il freddo, o di essere inconsciamente un condizionatore che assorbe calore e produce freddo… ok, lo so che non funziona così un condizionatore…
Bene, la prima parte è fatta.
Adesso passo a dirvi cose inutili sul mio passato e su come sono arrivata fino a qui ok?
Dopo le medie ho fatto un itis perchè ero troppo stupida, secondo i miei professori, per fare il liceo e quindi sono diventata un perito informatico. Colgo l’occasione per mandare un saluto e un cordiale ‘fanculo (MCR) ai miei vecchi professori.
A questo punto ormai avevo preso la strada della perdizione, ero già per metà macchina e per metà umana, ragionavo in binario e mi esaltavo di brutto quando la compilazione del mio programma non dava errori. Ho dunque deciso di andare fino in fondo e mi sono iscritta ad informatica all’università. La scelta non è stata poi male, devo dire che mi sono divertita un sacco e, checchè se ne dica degli informatici, ce ne sono di anche di umani.
Finita l’università ho iniziato a fare vari lavori in ambito informatico accettando un po’ tutto quello che mi veniva offerto e stancandomene entro i primi due/tre mesi.
Fino a quando mando un curriculum in un posto dove cercavano un programmatore PHP. Io a dire il vero non avevo fatto praticamente niente in php, il programmino che avevamo dovuto fare all’università lo aveva fatto un mio compagno e io avevo preso più di lui all’orale, credo che mi odi ancora, ma mi sono detta “chissenefrega, proviamo!”. Mi chiamano solo dopo poche ore dall’invio del cv e il colloquio me lo fa il tecnico diabolico che sta scoprendo adesso che mi sono venduta meglio di quanto pensasse (peace tecnico diabolico). Insomma a quanto pare gli andavo bene e mi hanno presa a lavorare, per la mia prima volta, sul web.
Qui ho capito che questa era la mia strada, non me ne fregava niente di archiviazione automatica di documenti, script di controllo del budget e software per il servizio clienti, io volevo lavorare sul web.
E quindi eccomi qui, a barcamenarmi tra tag e mica tag, SEO e mica SEO, usabilità e accessibilità.
Uhellà ci ho preso la mano nella descrizione eh?!?! Non credevo…
Che forza!
Anch’io laureata in informatica come te e anch’io ragiono oramai in binario.
In questo mondo circondato da soli uomini (soprattutto nel campo dove lavoro) sentivo il bisogno di cercare qualche altra ragazza con cui confrontarmi!!
Mi sa che verro’ a trovarvi più spesso!
(per quanto riguarda i professori… mi avevano sconsigliato informatica perche’ non ero brava in matematica… li ho ascoltati, mi sono iscritta in un’altra facolta’, ho fatto li’ due anni sostenendo 14 esami… ma ero cosi insoddisfatta che ho mollato tutto tornando sulla retta via!! )
a presto
11 Ottobre 2007 a 1:39 pm
anch’io vorrei tanto partecipare al vaffa.ulo generale verso -alcuni- professori e aggiungerei anche la mia maestra delle elementari che non credeva mai che i disegni che facevo potessero essere veramente miei. ma come si fa a stroncare così la creatività di una bambina alle prime armi?!?!?
ora però, cari maestri e professori, vi ho perdonati… quasi tutti