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19 Dicembre 2007

Dopo il SEO?

Archiviato in: Cose serie — Tag:, , — Il Tecnico Diabolico @ 2:14 pm

Ripensavo in questi giorni ad un articolo di OneMarketing.it di alcune settimane fa, riguardante la suddivisione della torta delle fonti di traffico di un sito. L’articolo (estremamente interessante, come sempre) spiega quali siano le quattro principali fonti di traffico e cerca un confronto su quali siano i valori riscontrati dai lettori nei propri siti.

La torta ottimale, dovrebbe essere quella in cui le fonti di traffico sono solamente 3:

  1. Motori di ricerca
  2. Siti di provenienza
  3. Traffico diretto

E tutte e 3 equamente distribuite, il che starebbe a significare:

  1. Il sito si posiziona ottimamente nei motori di ricerca
  2. Ha molti link in entrata, quindi è popolare
  3. Ha molto traffico diretto, quindi la brand awareness è soddisfacente
  4. La necessità di campagne pay per click potrebbe essere bassa, in base al numero assoluto di visitatori unici / visite che il sito raggiunge

Diamo ora un’occhiata ad un grafico delle fonti di traffico di uno dei siti della Casa madre, ricavato da Google Analytics, a cui sono stati tolti i numeri assoluti.

Torta Fonti di traffico

Come interpretarlo?

Salta subito all’occhio che la maggior parte del traffico arriva dai motori di ricerca, quindi è stato fatto un discreto lavoro di Search engine optimization che ha portato dei risultati. Le percentuali di siti di provenienza e di traffico diretto sono più modesti. Se ci fermassimo qui e facessimo una gabola tipica da presentare al Senior Matusa o ad un cliente, potremmo dire che su 100 persone più di 6 conoscono il brand, il sito internet. Un risultato perlomeno incoraggiante, no?

Grazie a LaFra, il numero di ricerche effettuate con il nome del sito come keyword è minore dello 0,1% (sul grafico originale) quindi poco influente.

Ma se il numero di persone che potrebbero potenzialmente essere interessate ai contenuti del sito fosse 2000 e non 100? Le proporzioni cambierebbero molto: su 2000 persone, 6,65 sarebbero a conoscenza del sito (0,33%), 9,34 arriverebbero da altri siti che linkano (0,46%), 84 arriverebbero dai motori di ricerca (4,2%).

Ci ritroviamo con un 95,01% di navigatori che non sono neppure a conoscenza dell’esistenza del sito. Come raggiungerli?

La risposta mi sembra elementare: con degli investimenti in marketing e comunicazione proporzionati ai risultati che si vogliono raggiungere.

Posto che il budget è sempre limitatissimo, come potrebbero essere suddivisi questi investimenti?

La mia proposta sarebbe, fatto 100 il budget a disposizione:

  • una risorsa destinata all’aumento della link popularity: 15
  • una campagna banner per aumentare la brand awareness sui canali in target con il sito: 15
  • realizzazione di alcuni gadget da distribuire agli utenti agli eventi di settore: 10
  • campagne pay per click, con annunci molto mirati ai contenuti e servizi offerti dal sito: 60

Lascerei DEM, video virali ed altre iniziative a periodi più… “ricchi”.
Restano fuori 2 questioni, non di poca importanza:

  • I nuovi utenti che raggiungeremmo con questa soluzione potrebbero non essere soddisfatti dai contenuti e dai servizi proposti, e quindi abbandonare subito il sito
  • Una volta raggiunti nuovi utenti, dovremmo essere sicuri di farli tornare nel nostro sito (non dai concorrenti) quando nascesse in loro nuovamente il bisogno di fruire del servizio / contenuto offerto

La frequenza di rimbalzo e la fedeltà dei visitatori sono due argomenti così vasti che è meglio trattarli in articoli separati.

Chiudo il post con una domanda: cosa rispondere al Senior Matusa quando si lamenta del basso numero di utenti che navigano il sito ma non ha nessuna intenzione di investire una lira in comunicazione o in risorse aggiuntive?

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