Google: Webmaster Tools e News Pt. 1
Non so se vi sia mai capitata la fortuna (o sfortuna, dipende dal punto di vista) che uno o più dei vostri siti siano inclusi tra le fonti di Google news. La procedura di richiesta è relativamente semplice, i guai iniziano dopo…
I requisiti tecnici al sono 99% sensati; si tratta sostanzialmente di avere delle pagine di dettaglio articolo costruite con una certa qualità, sia per quanto riguarda il codice html, sia per quanto riguarda i contenuti. Ma questo punto? Che cos’ha Google contro gli anni negli URL? Tutti gli archivi di siti pubblicati con wordpress potrebbero essere esclusi! Ed a cosa serve il numero univoco di tre cifre, che deve essere necessariamente presente in ogni url? L’utilità di questa regola mi è ancora sconosciuta (Google non utilizzerà il numero di 3 cifre fornito dai siti “fonte” come id nel proprio database… impossibile…) e se qualcuno per caso ci fosse arrivato o avesse scovato un link dove viene spiegato il motivo e lo condividesse nei commenti mi toglierebbe una grande curiosità.
Ammettiamo comunque che per essere inclusi si faccia anche questo sforzo, cioè si investa una parte del budget nel customizzare il proprio cms per scrivere degli url google-news-compliant (o se preferite google-news-friendly) oltre che search-engine-friendly [se non la smettono di romperci i ma***i (scusate la finezza) tra poco torno a "article.jsp?id=1235676&BV_SeesionID=@@"], alla fine si diventa finalmente fonti. Ho chiuso tutte le parentesi? Bon…
Quindi:
- I markettari gioiscono perché finalmente possono sfoggiare nuovi termini nelle loro slide: prestigioso, fonte, google, news, notizie, attualità, aggregatore, editore di google, sinergie tra… (ehm questa non è nuova, ma la utilizzerebbero comunque in un contesto diverso; non si è mai vista una presentazione senza la parola “sinergia”)
- Gli amministratori delegati gioiscono, non hanno la più pallida idea di cosa sia Google news ma dai markettari capiscono che raggiungeranno nuovi utenti, che ci sarà un aumento dei visitatori unici nelle statistiche (non è detto, ma i markettari glielo dicono comunque) e quindi probabilmente guadagneranno un pochino di più
- Gli editor potranno darsi un sacco di arie con i loro amici che lavorano per siti che non fornsicono i contenuti a Google e… su non c’è bisogno di controllare dopo ogni pubblicazione se il contenuto è finito tra le news, tant’è che se l’argomento non è popolare in quel momento non si compare nell’home page… ed ogni fonte ha comunque un suo peso… no è improbabile essere primi… sai la google toolbar installata su milioni di browser registra quali siti sono stati visti per cui Google ha un indice di popolarità per le fonti, sempre che non si usi Google Analytics ed allora ha proprio i numeri esatti… il numero di link in entrata… eddai ora basta!!
- I tecnici ci perdono un paio d’anni di vita!
Scherzi a parte, la domanda principale che mi è stata rivolta (sicuramente capita anche a voi) è: Perché quel contenuto non è stato incluso nelle news?
Fino a poco tempo fa, non esisteva una risposta chiara e definitiva (posto che tutti i requisiti tecnici venissero rispettati). L’algoritmo di inserimento di un contenuto nelle news ovviamente è segretissimo e probabilmente ancora più complesso di quello del PageRank. Si cercavano informazioni in giro per il mondo, si verificava che la pagina non avesse errori e si suggeriva che forse dipendava dal contenuto (tirandosi addosso ancora più problemi).
Oggi (da martedì in realtà) finalmente i Webmaster Tools ci vengono in aiuto!
To be continued…

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